Un'estate al mareee-eh-eh

Un'estate al mareee-eh-eh...
Già, ma *perché* d'estate si va al mare? Oggi prendo spunto dal tooth del @tarta (mastodon.uno/@tarta/1168378381).
Avrete già capito quale sarà l'argomento del nostro dunque, se vi va, prendete un ghiacciolo o una bibita fresca, mettetevi comodi, immaginatevi la sigla di Superquark come sottofondo, ricordatevi che ogni tooth deve ricevere almeno 5 boost per non venire cancellato e andiamo a cominciare.
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Stefano Tartarotti (@tarta@mastodon.uno)

Allegato: 1 immagine Oggi è la Festa della Bandiera del Mediterraneo. Una bandiera che unisce le imbarcazioni del #Mediterraneo e tutti i popoli che si affacciano sul questo mare. La bella iniziativa è stata lanciata alcuni anni fa dal #progettomediterranea. #FestadellaBandieradelMediterraneo

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> L'Italia, che in pratica è una lingua di terra che separa in due il Mar Mediterraneo, ha chiaramente avuto fin dall'antichità un rapporto molto stretto con il mare, ma millenni fa questo rapporto era di natura politica e commerciale: si viaggiava per mare per ampliare i propri territori, per gestire i rapporti con le colonie, per acquistare e vendere merci. Ma nessuno pensava di stendersi sulla sabbia, né men che meno di avventurarsi senza motivo tra le onde.

> Ancora Orazio (Quintus Horatius Flaccus; Venosa, 8 dicembre 65 a.C. – Roma, 27 novembre 8 a.C.), Ovidio (Publius Ovidius Naso; Sulmona, 20 marzo 43 a.C. – Tomi, 17 o 18 d.C.) e Seneca (Lucius Annaeus Seneca; Corduba, 4 a.C. – Roma, aprile 65), ad esempio, consideravano il mare ostile: nelle loro opere troviamo metafore di navi sballottate dalla tempesta o, nei migliori dei casi, descrizioni di flutti che separano gli esseri umani. E le cose non cambiarono per >

> molto tempo ancora. Per tutto il Medioevo il Mediterraneo rimase ciò che era sempre stato: una via di comunicazione e di commercio. E tale rimase anche in seguito, quando i confini del mondo si ampliarono, le rotte commerciali si estesero, le potenze europee iniziarono la corsa alla colonie in giro per il mondo.
Il mare e gli oceani restarono sempre elementi pieni di insidie e di pericoli, scossi da tempeste violente o soggetti a mortifere bonacce, popolati >

> da misteriosi e letali mostri marini. I marinai, provati da mesi di navigazione spesso resa difficoltosa dalle insidie del meteo e dagli attacchi dei pirati, avevano la tendenza ad ammantare di mistero e ad ingigantire le creature avvistate: è stato così, ad esempio, che dugonghi e trichechi sono diventati sirene.

Ma torniamo al *nostro* mare, che se ne sta placido tra le terre (questo è, infatti, il significato di Mediterraneo: *medius* e *terra*) >

> Anche qui i mostri marini abbondavano, come ci racconta ampiamente l'Odissea, e neppure mancavano i pirati, ma per il momento torniamo a concentrarci sulle *vacanze al mare*.
Fu solo nel Seicento che, grazie alla pittura di artisti come Claude Lorrain (1600 circa - 1682), sulla spinta del Neoclassicismo, il mare iniziò ad acquistare un fascino idilliaco, calamitando l'attenzione di chi ne aveva solo sentito parlare. >

> Ciò che più vi stupirà, però, probabilmente sarà sapere che noi italiani le *vacanze al mare* le... abbiamo importate dall'Inghilterra!
Ebbene sì: sebbene già i protagonisti dei romanzi di Jane Austen (1775-1817, la quale ci offre efficacissimi ritratti della cultura dell'epoca) si recassero in città di mare per ampliare le proprie conoscenze, partecipare a balli e debuttare in società, fu su *base scientifica* che si iniziò ad andare in ferie al mare.

Furono i medici, infatti, che iniziarono a prescrivere bagni nell'acqua fredda del mare quale rimedio a *malinconia* e *spleen*, mali che si sarebbero potuti combattere efficacemente - a loro dire - immergendosi nelle acque fredde, salate e possibilmente agitate, così da riceverne un benefico shock.
Ma se vi state immaginando fanciulle in bikini e giovanotti con costumi che poco lasciano all'immaginazione, siete fuori strada!

Viaggi, assistenza medica e soggiorni erano però molto costosi, così le vacanze al mare rimasero a esclusivo beneficio di nobili e personaggi facoltosi per molto tempo: fu solo con la nascita e lo sviluppo di Blackpool, grazie a Henry Banks, che nacquero i soggiorni al mare *popolari*. La cittadina divenne tanto celebre che persino nel corso della seconda guerra mondiale venne bombardata una sola volta, giacché Hitler pare volesse recarvisi da vincitore.

E in Italia? Anche a casa nostra, se andiamo in vacanza al mare è grazie alla medicina. Il primo stabilimento balneare italiano fu costruito a Viareggio nel 1827. Ad esso seguirono quelli di Rimini (1843), Livorno (1846), Lido di Venezia (1857), quelli in Liguria, a Napoli e Palermo. Nel Novecento, poi, iniziarono a furoreggiare le colonie elioterapiche, tanto in montagna quanto al mare: luoghi in cui recarsi per ossigenarsi e beneficiare dei raggi solari.

Se desiderate approfondire:
- Una mappa del XVI secolo è piena di mostri marini. Ma che cosa erano davvero? nationalgeographic.it/una-mapp
- Quando è nato il turismo balneare in Italia? focus.it/cultura/storia/storia
- Perché andiamo al mare? ilpost.it/2025/07/27/carvelli- (segnalatomi da @Dunpiteog , che ringrazio)

Grazie per avermi accompagnata e arrivederci al prossimo

Una mappa del XVI secolo è piena di mostri marini. Ma che cosa erano davvero? 

In un'epoca in cui il tasso di mortalità nei lunghi viaggi marittimi era del 50%, la Bibbia e le leggende popolari avevano dato vita a un mare ricco di pericoli e creature “straordinari”. A riportarli anche su una mappa, fu il cartografo Olao Magno. Ecco cosa erano in realtà!

National Geographic