Per la rubrica #ASpassoNellaStoria oggi parliamo del colore blu

Per la rubrica oggi parliamo del colore blu. Trattandosi di un vi ricordo che ogni singola parte deve essere salvata, o raggiungere almeno 5 boost, per evitarne l'autodistruzione (lo spazio sul server non è infinito e ho scelto di eliminare, dopo qualche settimana, i toot che non riscuotono interesse, così da liberare spazio). Per lo stesso motivo, se gradite, potete immaginarvi la sigla di Superquark come sottofondo mentre leggete.
Andiamo a incominciare ->

> Vi siete mai chiesti perché i principi delle favole fossero azzurri e non, ad esempio, marroni o violetti?
E anche il sangue dei regnanti veri, nonché di nobili di antico casato, è detto ancora oggi "sangue blu".
Sebbene vi siano ipotesi discordanti sulle origini di queste attribuzioni, due sono le più accreditate: una le farebbe risalire al Medioevo spagnolo, quando i nobili potevano permettersi di non lavorare e, di conseguenza, la loro pelle non subiva le >

> ingiurie del sole inclemente, che abbronzava la pelle di contadini e plebe. Le vene blu risaltavano molto nel contrasto con la pelle bianca, e da questo sarebbe nato il detto "essere di sangue blu per indicare una persona d'alto rango. Il pallore e il candore della pelle, d'altronde, rimasero sintomo di benessere e ricchezza fino a tempi relativamente recenti, quando si diffuse la moda della "tintarella" e l'abbronzatura non fu più segno distintivo di >

> povertà e bisogno ma, al contrario, prova evidente che si era potuto viaggiare e sostare "a prendere il sole".
Moda che, secondo la tradizione, si vuole essere stata lanciata nientemeno da Coco Chanel, la quale sarebbe rientrata in Francia visibilmente abbronzata dopo una crociera nel Meditarraneo: correva l'anno 1923.
Ma torniamo al nostro blu: un'altra delle teorie più accreditate farebbe risalire la "nobiltà" di questo colore ancora più indietro nel >

> passato e la legherebbe al costo esorbitante dei pigmenti blu, che solo nobili e persone estremamente abbienti potevano permettersi di sfoggiare. Questa seconda ipotesi, in particolare, spiegherebbe le tonalità azzurre degli abiti dei favolosi principi: un modo sottile e discreto scelto dai cantastorie per affermare che il protagonista era vergognosamente ricco.
Ad avvalorare questa tesi c'è anche, ora, un recente studio pubblicato su *npj Heritage >

> Science*, nato dalla collaborazione di studiosi del MIT con colleghi del Parco Archeologico di Pompei, dal titolo"The Pompeiian ‘Blue Room’: in situ detection and economic estimation of Egyptian blue pigment in an ancient domestic sacrarium".
Secondo questo studio, dipingere una stanza con blu egizio costava tra il 50 e il 90% del salario di un legionario. E si noti che il "blu egizio", prodotto già tra il 3200 e il 3300 a.C., era nato come "prodotto low >

> cost" per chi non poteva permettersi l'esclusivo lapislazzuli semiprezioso, una pasta vitrea che si otteneva cuocendo insieme sabbia silicea, carbonato di calcio e minerali contenenti rame e che veniva successivamente sbriciolata per farne pigmento.
Vi lascio il link all'articolo: nature.com/articles/s40494-026

Grazie per avermi seguita in questo nuovo , buona giornata.

The Pompeiian ‘Blue Room’: in situ detection and economic estimation of Egyptian blue pigment in an ancient domestic sacrarium - npj Heritage Science
Nature