Per i casi della vita mi sono trovato a trascorrere qualche giorno...

Per i casi della vita mi sono trovato a trascorrere qualche giorno a Budapest con mio figlio, alcuni dei quali abbiamo potuto passarli visitando la città. Volevo condividere la cosa che mi ha svoltato con un seienne appresso e che ci ha consentito di visitare capillarmente e con entusiasmo la città in una modalità un po’ più casuale rispetto ai soliti giri turistici. No, non è una cosa tipo budapest-segreta-bla-bla, anche la merdosa lonely planet ne parla (male). Insomma, volevo presentarvi le mini statue (veramente pochi cm!) che lo scultore ucraino-ungherese Kolodko ha disseminato per la città. La loro ricerca (a volte è proprio difficile trovarle!) porta a percorrere in modo insolito il tessuto urbano e poi, stando con un bambino, occorre spiegare anche il loro significato, di fatto un bel esercizio di storia del 900. 1/n

La mia preferita, sta davanti al New York Café e rappresenta un sub che ripesca una chiave dal fondo del Danubio. Sembra infatti che nel 1894 lo scrittore Ferenc Molnár insieme ai suoi amici gettarono le chiavi del locale nel fiume affinché il bar non chiudesse mai. Io che sono appassionato di bar non posso che dedicare a questa statuina il primo posto. 2/n

Piszkos Fred, un antieroe presente in una serie di romanzi di Jenő Rejtő (credo significhi Fred, il capitano sudicio). Leggendario capitano trasandato, sciatto e pensieroso, ma dotato di un'intelligenza eccezionale. Nel libro è noto per "non fare mai il bagno" e per "essere sempre in grado di manipolare le situazioni da dietro le quinte". Lo amo già. 3/n

Among Us, oppure gli Stivali di Stalin. Questa è tosta. Gli stivali richiamano la rivoluzione ungherese del 1956 durante la quale fu rovesciata una statua di Stalin nelle vicinanze e poi segata, lasciando solo gli enormi stivali sul piedistallo. L’osso è un richiamo al gioco Among Us, come a dire che dittatura e oppressione potrebbero essere ancora tra noi. Lo skate, un po’ a buffo, è probabilmente perché l’antistante Museo di Etnologia in effetti sembra una half pipe (in realtà è un edificio bellissimo con un tetto giardino dove abbiamo passato al sole il giorno di pasqua!) 4/n

Statua in onore di Rezső Seress, autore del brano “Triste domenica”, per gli amici “La canzone del suicidio”. Io, che piuttosto che trascorrere le mie domeniche lavorerei, non posso che omaggiare il maestro. Ora ho sonno, ma se vi sono piaciute ho tantissime altre mini statue per voi. 5/n

Buongiorno con l’unica mini statua a colori di Mykhailo Kolodko che mi è capitato di vedere. La recinzione della facoltà di veterinaria era già, diciamo, a tema animale con testoline di cani di vernice scrostata verde che fanno capolino lungo il perimetro. Per cui un bel faccione di Garfield a colori ci stava tutto. 6/n

Ecco Kermit la rana. Non trovo riferimenti scritti su questa cosa, ma mi hanno detto che la rana è triste perché guarda verso il palazzo che un tempo ospitava la televisione di stato, e ora non più. Per me va bene così. Mo vado a lavorare, stasera riprendo. 7/n